Ducati Hypermotard 796

ducati_hypermotard_796_2010_15.jpgLa nuova Hypermotard 796 esteticamente mantiene l’impatto visivo della 1100, rispetto alla quale presenta una serie di evoluzioni e aggiornamenti che ne rendono ancora più accattivante il design. Restano gli specchi retrovisori integrati nei paramani e sul codone il gruppo ottico a led ad alta intensità, alto sopra gli scarichi, rende particolarmente accattivante la vista posteriore.
Esteticamente  la 796 sembra piuttosto simile alle sorelle maggiori, la 1100 evo e la 1100 evo sp. Ma basta avvicinarsi di poco, pochissimo, per rendersi conto che l’apparenza inganna. Se le linee della moto richiamano sia per forza sia per impatto aggressivo quelle delle Hypermotard di categoria superiore, tecnicamente le differenze ci sono e sono tante.

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Partiamo dal peso. Con i suoi 167 kg a secco, la 796 è una moto molto leggera, facile da tenere su e da portare, anche per piloti non troppo massicci fisicamente.  Poi, la sella è alta 82 centimetri e mezzo, dato da non sottovalutare in termini di sicurezza, soprattutto quando ci si deve fermare ad un semaforo e magari non ci si può appoggiare al marciapiede. Provare per credere si diceva negli anni ’80. Io da buona scettica ho provato la 796 tra le strade milanesi. Sono alta un metro e settanta per 59 kg e con una moto piuttosto alta rispetto alla mia, pensavo avrei potuto avere dei problemi a toccare a terra. E invece no, appena salita ho potuto piacevolmente costatare che riuscivo a mettere giù tutti e due i piedi. Rispetto alla 1100 la 796 è più bassa di 20 mm e non sono pochi!

 

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Il motore è un propulsore Desmodue completamente nuovo che raggiunge una potenza di 81 CV associati ad una coppia di 75.5 Nm senza tuttavia nulla togliere alla progressiva erogazione tipica dei Bicilindrici a L Desmodromici. Il nuovo Desmodue 796 si rivela particolarmente parco nei consumi, con i suoi 4,8 l/100Km e rispettoso dell’ambiente grazie ad emissioni estremamente contenute, ben al di sotto delle norme antinquinamento Euro 3.

La frizione, multidisco in bagno d’olio, è del tipo APTC con antisaltellamento, precisa e morbida da azionare, per rendere la 796 desiderabile anche da un pubblico meno esperto. Le pompe di freno e frizione, regolabili su 4 posizioni, hanno il serbatoio integrato. La prima agisce su un impianto anteriore formato da dischi semiflottanti da 305 mm morsi da pinze a 4 pistoncini con attacco radiale. Al posteriore c’è un disco da 245 mm con pinza a 2 pistoncini.

 

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In tema di sospensioni troviamo all’avantreno una forcella Marzocchi rovesciata con steli da 43 mm non regolabile e al retrotreno un monoammortizzatore Sachs con leveraggio progressivo, regolabile in estensione idraulica e precarico molla. Restano al loro posto anche il monobraccio e i bei cerchi a razze sdoppiate che calzano pneumatici Bridgestone da supersportiva nelle misure 120/70 e 180/55. E per quanto riguarda le “misure che contano” troviamo un interasse di 1.455 mm e un’inclinazione del cannotto di sterzo di 24°.

L’Hypermotard, anche in questa versione “user friendly”, si conferma cavallo di razza, nato per la montagna, dove sfodera ingressi in curva aggressivi, trazione ottima e una luce a terra che ha come limite, nelle pieghe a destra più accentuate, non le pedane ma il collettore del cilindro anteriore e la pre-camera del silenziatore.
Nonostante le quote ciclistiche davvero compatte si è rivelata anche rassicurante sui tratti più veloci, da percorrere in terza e quarta marcia tra le curve ad ampio raggio intervallate da brevi allunghi. In questo contesto la 796 svolta rotonda e chiude le traiettorie perfettamente.

 

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Il motore nasce per girare ai medi regimi, dove dà il meglio di sé nel range 3.500-7.000. Esce dalle curve con un’ottima schiena anche se non è inserito il rapporto ideale, e spinge con una progressione convincente, migliore rispetto a quanto ci si aspetterebbe da un 803 cc a 2 valvole.
In città il rendimento è esattamente quello che ci si aspetta da una moto come questa: frizione morbidissima (anche se strappa ancora un po’), freni efficaci ma mai troppo aggressivi, capacità di assorbire le asperità soddisfacente e raggio di sterzo più che adeguato per inversioni veloci e senza patemi d’animo.
Per quanto riguarda la protezione aerodinamica, beh, evitate se potete l’autostrada. Già a 120 km/h indicati bisogna opporre resistenza al muro d’aria che il piccolo cupolino proprio non riesce a deviare. Buone notizie invece per il passeggero che, grazie a un piano di seduta in linea con il pilota, trova una sistemazione comoda e rassicurante anche ad andature sportive.

Con l’arrivo del 796 Hypermotard diventa una “famiglia” di moto che si articola in funzione delle differenti tipologie di utilizzo e di esigenze, senza nulla togliere all’esclusività e alla peculiarità di un prodotto che ha aperto un nuovo segmento nel panorama motociclistico internazionale.

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La strumentazione completamente digitale con retroilluminazione arancione è predisposta per l’utilizzo del kit acquisizione dati DDA, formato da software e pendrive da inserire in un connettore posto sotto la sella, sfruttabile anche per il caricabatterie del catalogo ufficiale Ducati Performance. Da notare anche il blocchetto di avviamento con “sicura” che scende a nasconderlo all’atto dello spegnimento, già adottato sulla Streetfighter.

La nuova 796 è disponibile in tre colorazioni. Dark, con serbatoio e becco nero opaco, telaio e cerchi in nero,Bianco opaco con becco nero opaco a contrasto, telaio e cerchi in nero. E dulcis in fundo, l’Hypermotard 796 è proposta nella classica colorazione Rosso Ducati, con serbatoio, becco e telaio in rosso e cerchi in nero. Personalmente è quella che preferisco, perché tra le due ruote Ducati è la rossa per antonomasia.

 

L’Hypermotard diventa 796 per ampliare il bacino di utenza di una moto nata specialistica. E il lavoro dei progettisti per diminuire il peso rispetto alla 1100 e abbassare il piano seduta è perfettamente in sintonia con questi obiettivi. Certo, resta una moto che fa dell’agilità il suo punto di forza, con una forcella ancora parecchio “in piedi” e una posizione di guida vicinissima al manubrio, ma tutte le reazioni ora sono più facili da gestire.
Piacerà anche ai neofiti questa Hypermotard 796, perché la frizione è morbidissima, si ha tutto “sotto al naso”, l’erogazione è sempre pronta per riprese anche da basso numero di giri e toccare a terra con i piedi non è mai un problema.
Il pilota più esperto apprezzerà la frenata incisiva, coadiuvata da un ottimo antisaltellamento, la buona potenza e il discreto allungo (il limitatore entra a 9.000 giri circa), mentre potrebbe riscontrare una forcella cedevole nella prima parte di escursione e poco omogenea rispetto alla risposta del monoammortizzatore, complessivamente più rigido e frenato in compressione.

Per quanto riguarda il prezzo anche in questo caso Ducati ha deciso, insieme ai propri Concessionari, di raddoppiare l’ecoincentivo portando a 1.000 euro il contributo di questo nuovo gioiello “made in Borgo Panigale”. Grazie a questi incentivi e contributi il nuovo Hypermotard 796 dark potrà essere acquistato da fine Ottobre al prezzo di 7.990 Euro – chiavi in mano , contro gli 8.990 Euro (colorazione dark) del listino 2010.

 

 

Ducati Hypermotard 796ultima modifica: 2010-11-30T14:06:00+01:00da rebirth10
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4 pensieri su “Ducati Hypermotard 796

  1. Sono pienamente d’accordo! Una moto ottima per ogni tipo di strada e soprattutto dalle grandi performance in stile Ducati. Un saluto anche a te!!

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